Disturbante.
Un tentativo “felice” di esorcizzare attraverso immagini nude e crude la percezione di ciò che disturba e crea disagio nella mente e nell’ esistenza di un individuo, in rapporto all’ interazione con se stesso e col mondo dando l‘impressione di un coinvolgimento intimo e profondo. I soggetti che ritraggo, pur avendo una forza definita, giocano sull’ anonimato dei lineamenti slavati e grotteschi dando quindi l‘idea di una massa che ha perso la sua individualità e il senso di umanità. Un lungo viaggio introspettivo che porta a studiare se stessi e la mente (che non mente) dell’uomo, collocandolo all’interno della sua condizione umana e alle esperienze che inevitabilmente è costretto a vivere. Quello che viene ritratto non è altro che una combinazione di segni di vita attraverso i movimenti e le azioni, che vivono e sporcano lo spazio, attraverso tracce, esperienze, interni saturi di energia, vissuti pesanti e carichi di sé, dell’IO, di un hic et nunc sfuggente, della memoria radicata nell’ individuo, dell’inquietudine di un celato futuro.

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Disturbante.
Un tentativo “felice” di esorcizzare attraverso immagini nude e crude la percezione di ciò che disturba e crea disagio nella mente e nell’ esistenza di un individuo, in rapporto all’ interazione con se stesso e col mondo dando l‘impressione di un coinvolgimento intimo e profondo. I soggetti che ritraggo, pur avendo una forza definita, giocano sull’ anonimato dei lineamenti slavati e grotteschi dando quindi l‘idea di una massa che ha perso la sua individualità e il senso di umanità. Un lungo viaggio introspettivo che porta a studiare se stessi e la mente (che non mente) dell’uomo, collocandolo all’interno della sua condizione umana e alle esperienze che inevitabilmente è costretto a vivere. Quello che viene ritratto non è altro che una combinazione di segni di vita attraverso i movimenti e le azioni, che vivono e sporcano lo spazio, attraverso tracce, esperienze, interni saturi di energia, vissuti pesanti e carichi di sé, dell’IO, di un hic et nunc sfuggente, della memoria radicata nell’ individuo, dell’inquietudine di un celato futuro.

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